PROGETTI - GUD Giardino Urbano Diffuso (la mappa)

Stiamo disegnando una mappa (su carta e  on-line) che permetterà di conoscere ed identificare tutti i luoghi verdi della città (progetto già avviato sperimentalmente a Venezia in collaborazione con WPI (Worcester Polytechnical Institute of Massachusetts).  

Ogni “spazio verde” è dotato di una specifica scheda tecnica e descrittiva per sapere se il luogo è aperto al pubblico e con quali modalità, per conoscere le sue caratteristiche e il suo “stato di salute” e come potervi accedere. 

 

Lo studio fin d’ora effettuato dal nostro team evidenzia già delle criticità in alcune zone della città insulare prive totalmente di spazi verdi pubblici dove sia i visitatori, sia i residenti possano fermarsi e trovare ristoro.

 

Questa mappatura, nel caso di Venezia (la prima città coinvolta nel progetto), “congestionata” dai turisti che intasano le calli , potrebbe diventare sia una valvola “di sfogo” per i flussi stranieri sia un punto di riferimento e di aggregazione per i residenti.


 

Il progetto, che verrà testato a Venezia potrà poi essere replicato in altre città e consiste essenzialmente nell’acquisto di  una card che permetta di accedere ad una serie di informazioni e servizi su ognuno dei luoghi inseriti nel percorso (dalle toilette, all’area pic-nic, al servizio di baby-sitting e dog sitting, l’accesso a spettacoli, laboratori e altro ancora).

Per i residenti:

  • segnalare i luoghi verdi di prossimità dove iniziare un percorso di auto-rigenerazione urbana;

  • indicare i luoghi connotati da una loro specifica caratteristica dove poter usufruire di servizi particolari (tutti i giardini tematici indicati nella sezione “Giardini Tematici”)

  • creare posti di lavoro sia per la gestione che per la manutenzione;

  • presidiare alcuni luoghi mantenendoli belli e puliti, aumentando la sicurezza dei frequentatori e della cittadinanza in genere.

Per i turisti:

  • accesso ad  informazioni essenziali per tutti quelli che hanno desiderio di sostare in un luogo naturale, in modo rispettoso, studiando dei servizi adeguati alla tipologia di utente (es: un giardino per le mamme che vogliono allattare, per i cani, per gli appassionati di scacchi, per i diversamente abili, per dei pic-nic regolamentati ed ecosostenibili, per i pittori, per le gite scolastiche, ecc);

  • gestire i flussi turistici, con una serie di percorsi di scoperta della città, verso luoghi al momento degradati ma con ampi spazi verdi sottoutilizzati (vedi ad esempio la zona sud di Sacca Fisola, l’ex Orto Botanico di Cannaregio, i Giardini di S. Elena, i forti abbandonati del Lido di Venezia, le Isole di  S. Erasmo e Vignole). In questi luoghi si potrebbero promuovere buone pratiche ecosostenibili dando dei servizi utili e innovativi. Sviluppando un nuovo tipo di ricettività, attraverso la nostra rete virtuale sarà possibile sapere  in tempo reale quante persone stanno frequentando ogni giardino e quindi quanti turisti abbiamo “tolto dalle calli”.